Accelera il recupero con la chirurgia mini invasiva dell’anca

Con le nuove metodiche chirurgiche e le protesi articolari ridotte, è possibile intervenire con la chirurgia mini-invasiva e accelerare il ritorno alla vita quotidiana.

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Il dolore e la rigidità dell’anca compromettono la qualità della tua vita?

È possibile risolvere definitivamente il problema attraverso una chirurgia mini invasiva dell’anca.

Ogni anno vengono effettuati oltre 200.000 interventi, solo in Italia, con grande successo, in grado permettere il recupero dello stile di vita perso per colpa dell’artrosi.

L’intervento, con il tempo, ha subito diverse modifiche sia dal punto di vista tecnico chirurgico che dei materiali.

Grazie a queste nuove metodiche chirurgiche, alle protesi articolari di ultima generazione e di dimensioni ridotte, realizzate con materiali evoluti e biocompatibili, è oggi possibile intervenire con la chirurgia mini-invasiva e accelerare il ritorno alla vita quotidiana.

Vediamo nel dettaglio come.

Che cos’è l’artrosi dell’anca?

L’artrosi dell’anca è una patologia degenerativa cronica, caratterizzata dal progressivo deterioramento della cartilagine articolare; ne consegue un attrito patologico nei movimenti articolari e quindi la rigidità ed il dolore.

Può essere primitiva (nessuna causa conosciuta) oppure secondaria (la causa è nota).

Inizialmente, i trattamenti possono essere conservativi, ottenendo benefici con:

  1. Fisioterapia e ginnastica
  2. Perdita di peso
  3. Trattamenti farmacologici sistemici
  4. Infiltrazioni

Quando però la malattia peggiora e diventa impossibile praticare sport, o camminare, fare le scale, allacciarsi le scarpe, ed il dolore è presente anche a riposo o durante la notte, l’unica soluzione definitiva per la guarigione è la chirurgia di protesi dell’anca.

La chirurgia mini invasiva dell’anca

La chirurgia protesica dell’anca si è evoluta nel corso del tempo. 

I materiali e gli impianti moderni consentono di eseguire tecniche chirurgiche mini-invasive con incisioni chirurgiche più piccole.

La sostituzione protesica dell’anca con la chirurgia mini invasiva è la tecnica di ultima generazione, anche se è da anni che tanti chirurghi ortopedici eseguono interventi di questo tipo con successo.

Deve essere eseguito in strutture specializzate da chirurghi specializzati e con protesi moderne, caratterizzate da buoni materiali e garanzia di durata nel tempo.

È un intervento sicuro, veloce con tempi di recupero rapidi.

La tradizionale chirurgia dell’anca richiede un’incisione di 20-30 centimetri e un periodo di tempo per la guarigione che va da 3 a 4 mesi.

Oggi, le tecniche minimamente invasive, permettono di impiantare con successo le protesi d’anca attraverso un’incisione di dimensioni minori, circa 8-12 cm, solitamente chiusa con la colla.

Incidendo una minore porzione di pelle rispetto alla chirurgia tradizionale, con un minor interesse dei muscoli e tendini, la tecnica mini-invasiva riduce il dolore ed il sanguinamento, ripristina la mobilità e permette di tornare alla vita normale rapidamente.

Le tecniche moderne mini-invasive prevedono anche l’utilizzo di protesi più piccole, tecniche moderne di terapia del dolore, e tecniche specifiche per ridurre il sanguinamento, oltre a protocolli di riabilitazione rapida che consentono un recupero immediato della deambulazione.

La protesi d’anca mini-invasiva infine, è una protesi che deve essere personalizzata sulle esigenze e la conformazione di ogni paziente, per essere estremamente efficace.

I tempi di recupero con la chirurgia mini invasiva

Per attuare un protocollo rapido di recupero (Rapid Recovery) serve una collaborazione tra diverse figure sanitarie, che aiutino il paziente in ogni fase: chirurgo ortopedico, anestesista, fisioterapista.

Non basta infatti soltanto la tecnica chirurgica mini-invasiva, ma serve un accurato studio delle radiografie, la scelta dell’impianto personalizzato insieme a moderne strategie di terapia del dolore e di diminuzione del sanguinamento.

Il paziente poche ore dopo l’intervento di alza e cammina con tutto il peso del corpo sulla gamba operata: perché si possa muovere bene fin da subito, non devono essere presenti catetere vescicale e drenaggio chirurgico.

In pochi giorni, possono tornare a casa autonomi.

Tutti i pazienti possono beneficiare di una tecnica mini invasiva e di un protocollo di recupero rapido.

I pazienti più fragili sono quelli che beneficiano ancora di più di un protocollo di recupero rapido.

La convalescenza è veloce: il paziente può iniziare la fisioterapia il giorno stesso dell’intervento e camminare senza stampelle già dopo 3-4 giorni dall’operazione.

I vantaggi della chirurgia mini invasiva

La protesi d’anca realizzata per interventi mini invasivi è più piccola di quella tradizionale, realizzata in titanio ceramica e polietilene.

I risultati della chirurgia protesica dell’anca sono eccellenti e duraturi nel tempo e garantiscono:

  • Cicatrice chirurgica piccola;
  • Risparmio di osso, muscoli e cartilagine;
  • Minor dolore;
  • Minor sanguinamento;
  • Recupero rapido;
  • Protesi personalizzata;
  • Minor permanenza in ospedale.

La durata media di una protesi dell’anca

Le innovazioni tecnologiche hanno allungato la durata di una protesi assicurando la massima sicurezza per il paziente per molti anni.

La durata media di un impianto realizzato a regola d’arte, in un paziente che pratica uno stile di vita corretto, è superiore ai 25 anni.

Ci sono diversi fattori che incidono sulla sua longevità, tra cui traumi, il peso, sollecitazioni eccessive e altre complicanze specifiche.

Tutti i materiali sono soggetti ad usura, ma le innovazioni tecnologiche offrono grandi  vantaggi in termini di resistenza, biocompatibilità’ e durata.

Il Dr. Vanni Strigelli, Ortomedic, è specializzato nella chirurgia d’anca mini invasiva, scopri di più.