Alluce Valgo, una deformità diffusa del piede.

L’alluce valgo, conosciuto popolarmente come “patata” o “cipolla”, è una vera e propria patologia, che necessita di un trattamento adeguato.

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L’alluce valgo è una delle patologie più diffuse del piede: chiunque può esserne affetto.

La patologia interessa e colpisce moltissime donne, soprattutto sopra i trent’anni, anche se il sesso maschile non ne è completamente esente.

Conosciuto popolarmente come “patata” o “cipolla”, si presenta come una deformità della parte anteriore del piede, del primo dito, conseguenza di una deviazione dell’alluce verso le altre dita.

È una vera e propria patologia, che necessita di un trattamento adeguato.

In questo articolo affrontiamo la patologia nella sua completezza, parlando di:

1 – Le cause dell’alluce valgo

2 – I sintomi della fastidiosa cipolla

3 – Cure e rimedi del disturbo

4 – L’intervento chirurgico per la completa guarigione

1 – Le cause dell’alluce valgo

Il piede è una parte del corpo molto importante: assicura stabilità in piedi e permette movimenti apparentemente scontati, ma fondamentali, come saltare, correre e più semplicemente camminare.

Una deformità può rompere l’equilibrio delle strutture di cui è composto.

La deformazione dell’alluce valgo può essere dovuta a molteplici fattori:

  • Predisposizione genetica;
  • Malformazioni congenite;
  • Traumi del piede;
  • Sovrappeso, postura scorretta;
  • Artrite;
  • Patologie reumatiche o neuromuscolari.

Possono essere raggruppate in due tipi: congenite o acquisite, e quindi secondarie; oppure idiopatiche a seconda che sia identificabile o meno una specifica causa.

La predisposizione genetica

Non esiste una ereditarietà chiara: esiste però una predisposizione genetica, anche se nessun gene particolare è mai stato identificato.

È solo accertata la presenza di una forte familiarità, da parente a parente, anche con salti generazionali.

Sicuramente chi ha un familiare affetto da alluce valgo e’ più a rischio di sviluppare la malattia.

Quando l’alluce valgo non e’ riconducibile ad una causa definita, viene chiamato alluce valgo primitivo o idiopatico; negli altri casi, si parla di secondario.

Nell’alluce valgo la responsabilità può essere attribuita a cause acquisite: come malattie autoimmuni, degenerative, post traumatiche (es. artrite reumatoide, gotta).

Diverse altre condizioni rendono esposti allo sviluppo del disturbo: la lunghezza del primo metatarso, il basso tono muscolare, alcune malattie neuromuscolari o del tessuto connettivo.

Ci sono poi persone che presentano alterazioni del piede presenti dalla nascita, come i piedi piatti, che hanno più probabilità di svilupparlo nell’età dell’accrescimento.

Le calzature che ruolo rivestono?

Il ruolo delle calzature è discusso, tra l’essere causa o concausa del disturbo, perché si riscontra anche in popolazioni che non le indossano.

La scarpa femminile, ad esempio, con il tacco alto e la punta stretta, di sicuro provoca una pressione eccessiva sulle dita e ne aggrava l’infiammazione e il rossore.

La responsabilità può essere attribuita soprattutto se tendi ad indossare modelli inadeguati alla fisiologia del tuo piede, costringendo l’alluce in una posizione innaturale.

Favorisci così la comparsa della patologia, ma questo non è sufficiente a identificarla come causa.

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2 – I sintomi della fastidiosa cipolla

La patologia è caratterizzata dallo spostamento verso l’interno della base dell’alluce e dalla deviazione laterale della punta dell’alluce, verso le altre dita.

La deformità ossea è di solito associata ad un’infiammazione costante e dolorosa dell’articolazione con la frequente comparsa di borsite: una piccola ‘vescica’ che si trova alla base dell’alluce stesso.

Tende a peggiorare con il movimento o con la deambulazione.

Nei casi più gravi può portare alla accavallamento dell’alluce stesso con il secondo dito del piede.

Se trascurato, tende progressivamente a peggiorare, fino ad arrivare ad una limitazione dell’autonomia personale.

Come riconosci l’alluce valgo e quali sono i suoi sintomi?

E’ semplice, soprattutto se la deformità ha già assunto proporzioni evidenti ad occhio nudo.

La visita specialistica ortopedica resta indispensabile per una corretta diagnosi, ottenuta sulla base dell’anamnesi accurata e dell’esame scrupoloso del piede nel suo complesso, con l’aggiunta di una radiografia sotto carico.

La sintomatologia può variare da persona a persona, ma in generale, l’alluce valgo è caratterizzato dalla presenza di diversi sintomi:

  • Gonfiore o arrossamento;
  • Rigonfiamento alla base dell’alluce;
  • Ispessimento della pelle;
  • Dolore persistente o intermittente;
  • Capacità limitata nei movimenti dell’alluce,che meritano un approfondimento.

Il sintomo principale è la presenza di dolore, soprattutto con scarpe alte e strette: all’aumentare della deformità, si aggravano anche frequenza, durata e grado di dolore.

Altri sintomi possono essere:

  • Ulcerazione della cute alla base del primo dito
  • Formicolio o bruciore del primo dito
  • Sensazione di affaticamento del piede a camminare

Le altre dita, anch’esse in modo sempre più grave, assumono l’atteggiamento a martello, fino a lussarsi sui loro rispettivi metatarsi.

Il cattivo appoggio del piede, può portare a veri e propri squilibri posturali che possono essere all’origine di problemi a carico delle altre articolazioni, come ginocchio, anca o della colonna.

Oltre ad essere una patologia dolorosa, ha anche un impatto estetico. 

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3 – Cure e rimedi del disturbo

In linea generale, nelle fasi iniziali della malattia, l’utilizzo di scarpe comode e di plantari può alleviare il fastidio ed il dolore.

Quando la patologia è progressiva e la deformità peggiora, il trattamento chirurgico è consigliato.

Il plantare, infatti, ha una funzione di compenso, palliativa, ma non ha effetto curativo e correttivo sulla patologia.

Può perdere la sua efficacia nel tempo anche in quei pazienti che ne avevano ricevuto un iniziale beneficio.

Il trattamento quindi, può essere chirurgico oppure conservativo, vediamoli meglio.

Il trattamento conservativo

Nelle prime fasi della malattia l’utilizzo di scarpe comode e di plantari può alleviare il fastidio, così come evitare i tacchi alti ed attività che costringono a stare in piedi per lungo tempo.

Anche i farmaci antinfiammatori e i trattamenti fisioterapici possono alleviare il dolore, così come anche la crioterapia (borsa del ghiaccio).

Ma questo approccio è parzialmente efficace nelle forme più lievi, è transitorio.

Determina alcune limitazioni: impedisce di indossare le calzature preferite, di svolgere attività sportiva, obbliga il paziente, solitamente donna, a cambiare abitudini nel vestirsi e comportamenti legati al controllo del dolore.

I trattamenti conservativi, infatti, non sono risolutivi, in quanto non curano la patologia: ti permettono di conviverci con minor fastidio.

Così come i tutori correttivi e le altre terapie fisioterapiche non hanno effetto correttivo della deformità, né sono in grado di rallentare l’evoluzione.

Il trattamento chirurgico

Solo l’intervento chirurgico permette la vera guarigione.

Le tecniche con risultati migliori permettono la correzione della deformità, modificando la deviazione del dito, e possono essere divise in 2 categorie:

  • Intervento chirurgico classico: prevede il taglio e l’apertura di cute e tessuti fino a scoprire l’osso e intervenire direttamente. Utilizzate viti, placche o fili metallici;
  • Tecnica percutanea: meno invasiva, si effettua praticando micro-incisioni sulla cute attraverso le quali si introducono strumenti chirurgici dedicati e miniaturizzati.

L’intervento è sostanzialmente indolore, il fastidio è presente solo i primi giorni ed è ben controllato con i comuni antidolorifici (prescritti dal medico in fase di dimissione).

Alluce valgo l’intervento laser

Laser è un termine improprio con cui sono indicati i piccoli strumenti chirurgici utilizzati.

L’intervento percutaneo infatti prevede l’utilizzo di mini frese per modellare l’osso attraverso dei ‘forellini’ sulla cute.

Questo genera talvolta la convinzione che l’alluce valgo sia stato operato con il laser, ma così non è.

In medicina il laser ha molti utilizzi, anche chirurgici, ma non esiste una tecnica laser di correzione dell’alluce valgo.

L’intervento di alluce valgo senza fratture

Negli anni passati sono stati utilizzati interventi che non prevedevano osteotomia, con l’obiettivo di garantire una buona correzione della deformità con minor dolore e recupero rapido.

Questi interventi sono stati abbandonati perché non soddisfacenti: recidive di alluce valgo, ipercorrezione (alluce varo).

La chirurgia è l’unica soluzione definitiva per risolvere e fare scomparire i sintomi associati.

Scopri di più sulle diverse cure dell’alluce valgo qui.

4 – L’intervento chirurgico per la completa guarigione

Chi può sottoporsi all’intervento per la correzione dell’alluce valgo?

La principale indicazione è il dolore avvertito dal paziente, ma anche frequenti episodi di borsite e un rapido peggioramento.

L’intervento chirurgico classico

L’intervento classico è a cielo aperto, e prevede il taglio e l’apertura di cute e tessuti fino a scoprire l’osso e intervenire direttamente.

Solitamente sono utilizzate viti, placche o fili metallici e dura all’incirca 30 minuti.

L’intervento chirurgico mini invasivo

Le tecniche moderne mirano alla correzione ossea con un approccio chirurgico poco aggressivo e di breve durata: l’obiettivo è di riallineare le ossa dell’alluce e bilanciare le forze che hanno portato alla deformità.

L anestesia è locale, associata ad una leggera sedazione confortevole, non pericolosa, che copre a lungo dal dolore.

Dura circa 10 minuti e prevede l’utilizzo di piccole frese chirurgiche di tipo odontoiatrico, a ‘cielo chiuso’, senza incisione chirurgica e senza l’esposizione di ossa e tessuti circostanti.

Assicura risultati affidabili e riproducibili.

Il paziente viene dimesso lo stesso giorno dell’intervento e torna a camminare, anche senza stampelle, fin da subito caricando sul piede operato.

L’assenza dei mezzi di sintesi interni o esterni permette alle fratture di guarire velocemente, con bassissimo rischio di infezione, con meno dolore e nessuna riabilitazione.

Anche il gonfiore è limitato e di entità variabile, e non restano cicatrici: dopo soli 3 mesi puoi tornare ad indossare le scarpe con il tacco.

Superata la convalescenza, e confermata la guarigione, il problema è scomparso: questo intervento chirurgico è in grado di correggere completamente e definitivamente la deformità.

Fondamentale è intervenire in una fase precoce della patologia.

La tecnica mini invasiva, in sintesi, comporta benefici immediati e duraturi:

  • Una riduzione del dolore post-operatorio;
  • Un minor sanguinamento e gonfiore;
  • Un recupero rapido dall’intervento, guarigione in 30 giorni;
  • Non sono necessari mezzi di sintesi come placche, viti o fili metallici;
  • Velocità di tempo chirurgico, in media 10-15 minuti;
  • Recupero immediato della deambulazione;
  • Minima tumefazione post-operatoria;
  • Le complicanze post-operatorie sono ridotte al minimo;
  • Nessuna cicatrice.

Se vuoi approfondire l’intervento, ti consiglio di leggere anche questo articolo.

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