Dolore al ginocchio? Scopri perché e le cure efficaci.

Le patologie che recano forti dolori al ginocchio e che possono essere curate con l’intervento di protesi.

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Il dolore al ginocchio è conosciuto comunemente come “male al ginocchio”, o in termini medici come gonalgia, ed è piuttosto comune: è uno dei sintomi ortopedici che spinge una persona a presentarsi da uno specialista per conoscere le cure adatte per risolvere il problema.

Interessa persone di ogni età e sesso, e può dipendere da molteplici lesioni e condizioni mediche e, proprio per questo, non va sottovalutato.

Infatti il ginocchio è una delle più importanti articolazioni del corpo umano: il suo corretto funzionamento è fondamentale per il sostegno del peso corporeo, per camminare, per correre e per qualsiasi movimento della gamba. 

A parte quando dormiamo, l’articolazione del ginocchio lavora sempre. 

E proprio a causa delle sollecitazioni costanti che subisce, il dolore al ginocchio può essere la conseguenza di:

  • Traumi o attività fisica intensa, tipico degli sportivi: lesione del menisco e lesioni dei legamenti
  • Di patologie e disturbi di varia natura che possono insorgere con l’età, ad esempio artrosi;
  • Altre malattie sistemiche che, tra i vari sintomi, possono presentare anche il dolore al ginocchio.

Vediamo più nello specifico tutte quelle patologie che recano forti dolori al ginocchio e che possono essere curate con l’intervento di protesi:

  • L’artrosi;
  • L’osteonecrosi;
  • L’artrite reumatoide;
  • L’artrosi post traumatica.

Il dolore nell’artrosi e la sua cura

L’artrosi del ginocchio è una patologia cronica degenerativa caratterizzata del graduale deterioramento della cartilagine, che può essere secondario ad una causa specifica  oppure può essere un progressivo consumo caratteristico dell’età.

Nelle fasi iniziali, i sintomi e i dolori sono leggeri, sopportabili e intermittenti.

Progressivamente peggiorano, compare rigidità e aumenta il dolore, fino all’impossibilità di passeggiare e muoversi, con la conseguente perdita di autonomia. 

In linea generale, nello stadio iniziale, l’artrosi può beneficiare della terapia medica, che rallenta l’evoluzione della patologia e tiene sotto controllo la sintomatologia.

Le terapie conservative consistono in:

  • Perdita di peso e un’alimentazione equilibrata;
  • Programma riabilitativo individualizzato;
  • Plantare correttivo;
  • Utilizzo di integratori per la cartilagine;
  • Gestione del dolore con ghiaccio;
  • Farmaci antinfiammatori;
  • Infiltrazioni di farmaci.

Quando la malattia progredisce, si ha dolore presente anche a riposo o durante la notte.

Negli stati avanzati i trattamenti conservativi non risultano efficaci e la chirurgia protesica è necessaria per risolvere i sintomi, togliere in modo definitivo il dolore e ridare movimento all’articolazione.

La chirurgia protesica è l’unico trattamento definitivo alla patologia.

Le scelte chirurgiche vanno valutate singolarmente in base all’età, al livello di attività, al grado di compromissione della cartilagine, alla qualità dell’osso: il paziente va compreso nel suo quadro clinico completo.

L’osteonecrosi e le sue cure

L’osteonecrosi è la morte di tessuto osseo.

L’osso, che è un tessuto vivo, ha bisogno di sangue ed ossigeno; se questi vengono a mancare, le cellule che lo compongono vanno incontro a morte prematura e si ha osteonecrosi.

Il rapporto ematico all’osso è interrotto determinando la comparsa di dolore improvviso localizzato in una parte del ginocchio che non si placa neanche con il riposo perdurando anche la notte.

Nel ginocchio sono colpiti prevalentemente i condili femorali ed in particolare il mediale.

La diagnosi si basa sui sintomi e sui risultati della radiografia e della risonanza magnetica.

Se diagnosticata precocemente, offre possibilità di guarigione; quando invece l’osso e la cartilagine sono distrutti, l’unica cura per guarire definitivamente è quella chirurgica con protesi di piccole dimensioni per trattare la zona coinvolta.

L’artrite reumatoide e l’intervento di protesi

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica che determina il deterioramento della cartilagine sottoposta ad un attacco dal sistema immunitario.

I sintomi comunemente associati all’artrite reumatoide interessano le sedi articolari interessate dalla malattia e comprendono:

  • Gonfiore;
  • Sensazione di calore;
  • Dolore;
  • Rigidità, soprattutto mattutina;
  • Limitazione nei movimenti, fino anche alla distruzione dell’articolazione.

L’artrite reumatoide è da due a tre volte più frequente nelle donne rispetto agli uomini e, in generale, insorge a un’età compresa tra i 40 ed i 60 anni; può comunque iniziare in epoca più precoce o tardiva.

I soggetti che soffrono di artrite reumatoide presentano:

  • Sintomi relativamente lievi;
  • Occasionali riacutizzazioni con lunghi periodi di remissione;
  • Una malattia a progressione costante.

Viene trattata principalmente con la somministrazione di farmaci e un percorso riabilitativo di fisioterapia.

La cura ideale dell’artrite reumatoide richiede un approccio multidisciplinare, con la collaborazione tra reumatologi, medici di medicina generale, ortopedici, fisiatri, psicologi. 

La chirurgia, nei casi peggiori, è necessaria per correggere gravi alterazioni articolari e ridurre il dolore; a volte si ricorre all’impianto di protesi articolari. 

Il dolore nell’artrosi post traumatica e le sue cure

L’artrosi post traumatica è una malattia degenerativa cronica.

È causata da una frattura articolare, o talvolta è la conseguenza di una frattura che non coinvolge l’articolazione direttamente, ma che causa un’alterazione nel funzionamento articolare consumando precocemente l’articolazione.

I sintomi che caratterizzano l’artrosi post-traumatica sono come quelli dell’artrosi primaria, anche se solitamente viene colpita la popolazione più giovane: 

  • Tumefazione;
  • Versamento articolare;
  • Dolore;
  • Rigidita’ articolare;
  • Eventuale deformazione dell’arto.

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