Protesi anca mini invasiva: in cosa consiste?

La chirurgia protesica d’anca affiancata alle moderne tecniche mini invasive

Quando il dolore e la rigidità dell’anca compromettono la qualità della vita è possibile risolvere definitivamente il problema e tornare ad una vita normale attraverso l’intervento di protesi dell’anca mini invasiva.

Questo è un intervento di grande successo, che permette al paziente di recuperare la qualità della vita persa per colpa dell’artrosi.

Grazie alle nuove metodiche chirurgiche moderne, alle protesi articolari di ultima generazione e di dimensioni ridotte, realizzate con materiali evoluti e biocompatibili, è possibile intervenire con la chirurgia mini-invasiva in casi selezionati e accelerare il ritorno alla quotidianità.

Protesi d’anca mini-invasiva: di cosa si tratta

La chirurgia protesica dell’anca si è molto evoluta nel corso del tempo. 

I materiali e gli impianti moderni consentono di eseguire tecniche chirurgiche mini-invasive con incisioni chirurgiche più piccole.

Oltre all’incisione cutanea di dimensioni ridotte, le tecniche sono caratterizzate dal rispetto dei tessuti sottocutanei come tendini e muscoli durante l’intervento.

Tradizionalmente, la chirurgia dell’anca richiede un’incisione di 20-30 centimetri e un periodo di tempo per la guarigione che va da 3 a 4 mesi.  

Negli ultimi anni sono state messe a punto tecniche minimamente invasive che permettono di impiantare con successo le protesi attraverso un’incisione di dimensioni minori, circa 10 cm, solitamente chiusa con la colla.

Gli impianti protesici di ultima generazione permettono inoltre un risparmio di osso (buono), soprattutto sul femore.

Ogni paziente, in base all’età, alla qualità ossea e alla forma della propria anca, necessità di una protesi diversa. 

La protesi d’anca mini-invasiva è una protesi che deve essere personalizzata.

Quindi la protesi d’anca mini-invasiva significa per il paziente godere di recupero rapido, minor sanguinamento e minor dolore. 

Protesi d’anca e recupero rapido

Alcuni centri ed alcuni chirurghi hanno nel tempo affinato le strategie chirurgiche ed i protocolli medici e fisioterapici per offrire ai pazienti la possibilità di un percorso di recupero rapido.

Per attuare questo protocollo serve una collaborazione tra diverse figure sanitarie che aiutano il paziente in tutte le fasi: chirurgo ortopedico, anestesista, fisioterapista.

Non basta infatti solo una tecnica chirurgica mini-invasiva che prevede una piccola incisione cutanea.

Serve un accurato studio delle radiografie, la scelta dell’impianto personalizzato insieme a moderne strategie di terapia del dolore e di diminuzione del sanguinamento.

La protesi d’anca mini-invasiva permette un recupero rapido, ma questo è possibile solo se il protocollo di fisioterapia applicato è un protocollo moderno ed i fisioterapisti sono dedicati a questa chirurgia.

La tecnica chirurgica moderna raggiunge il massimo dell’efficacia quando associata ad un’anestesia moderna ad una terapia del dolore moderna e ad un protocollo fisioterapico di recupero rapido.

Il paziente poche ore dopo l’intervento si alza e cammina con tutto il peso del corpo sulla gamba operata. 

Perché si possa muovere bene fin da subito non devono essere presenti catetere vescicale e drenaggio chirurgico.

Tutto è collegato: un intervento mini-invasivo di protesi d’anca se associato a moderne terapie mediche ha come conseguenza un recupero rapidissimo, con dolore sotto controllo e solitamente, senza trasfusioni di sangue. 

Tutto questo permette di tornare alla vita normale in tempi rapidi.

Cosa significa quindi protesi d’anca mini-invasiva in termini di benefici:

  • Protesi personalizzata
  • Cicatrice chirurgica piccola
  • Risparmio di osso
  • Minor dolore
  • Minor sanguinamento
  • Recupero rapido.

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