I tempi di recupero dopo una chirurgia protesica mini invasiva

Ad oggi, i tempi di recupero sono sempre più brevi grazie alla moderna tecnica mininvasiva, che ha molti vantaggi e benefici per il paziente.

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Quando il dolore, il gonfiore e la rigidità compromettono la qualità della vita, è possibile risolvere definitivamente il problema dell’artrosi e tornare alla quotidianità con la chirurgia protesica mini invasiva.

Chi deve sottoporsi ad un impianto, vuole prevedere quali saranno i tempi di recupero necessari per ricominciare le normali attività.

Ad oggi, i tempi di recupero sono sempre più brevi grazie alla moderna tecnica mininvasiva, che ha molti vantaggi e benefici per il paziente.

La tecnica rappresenta un’alternativa valida per il paziente per diverse ragioni: garantisce un recupero veloce e un risultato funzionale che soddisfa le sue aspettative.

In più, c’è una riduzione delle complicanze come, ad esempio, l’anemia e le infezioni. 

Questo comporta numerosi vantaggi in termini di tempi di recupero.

La chirurgia

Prima dell’intervento è importante tenere a mente alcuni consigli utili: 

  • Perdere il peso in eccesso per evitare il sovraccarico e ricostituire l’integrità muscolare;
  • Non fermarsi, ma svolgere una vita sana e attiva ed eseguire della ginnastica preoperatoria.

L’intervento consiste nel sostituire la cartilagine e l’articolazione danneggiata dall’artrosi o parte di essa con una protesi personalizzata e di ultima generazione.

La scelta del tipo d’impianto dipende infatti dal tipo di artrosi, dall’età del paziente e dal suo livello di attività, ma anche dalla qualità dell’osso.

La chirurgia mininvasiva rispetta i tessuti  dell’organismo e permette un rapido recupero funzionale.

Cosa prevede?

Prima dell’intervento, l’approccio mini invasivo prevede l’educazione e la preparazione fisica della persona: l’informazione permette una maggiore partecipazione e motivazione all’intervento chirurgico.

La preparazione fisica permette di limitare la perdita di massa muscolare inevitabile dopo un intervento chirurgico.

L’intervento di protesi mini invasiva prevede l’utilizzo di protesi, più piccole, resistenti e tecnologicamente avanzate, ed uno studio preoperatorio dell’articolazione che permette di selezionare l’impianto protesico che meglio si adatta alle specifiche caratteristiche del paziente.

Sono realizzate con materiali biocompatibili, evoluti (titanio, ceramica, tantalio, polietilene con vitamina E), il rischio di rigetto è azzerato, e la durata nel tempo e notevolmente aumentata rispetto ai vecchi impianti.

La protesi mini invasiva viene avvertita dal paziente come un elemento più naturale e fedele alla biomeccanica del corpo.

I vantaggi della tecnica mini invasiva nell’intervento di protesica

In particolare, si riducono:

  • I tempi di intervento, degenza, riabilitazione e recupero;
  • Dolore, grazie ad una migliore terapia post-operatoria
  • L’incisione ridotta e, di conseguenza, cicatrice meno evidente;
  • Colla, per una migliore guarigione cutanea;
  • Sanguinamento durante e dopo l’operazione ;
  • Il trauma (dolore e gonfiore);
  • Complicanze post-operatorie, es. infezioni.

Tutta ciò velocizza al massimo la guarigione del paziente.

Il principio alla base è che oltre alla tecnica chirurgica, è fondamentale prendersi cura della persona a 360°, preparandola alla chirurgia dal punto di vista medico e riabilitativo.

Può essere riassunta in 4 concetti chiave:

1 – La tecnica chirurgica a impatto minimo;

2 – Minor sanguinamento;

3 –  Mobilizzazione immediata;

4 –  Ruolo attivo del paziente per il recupero.

La tecnica chirurgica ad impatto minimo

Impatto minimo significa fare un’incisione lunga quanto basta: ogni paziente ha la sua dimensione. 

La signora di 1.60m, di 50 kg, avrà necessariamente bisogno di un incisione diversa dal ragazzo alto 1.90m di 85 kg. 

In entrambi i casi, si tratta sempre di una protesi mini invasiva.

I pazienti spesso sono molto attenti alla lunghezza della ferita chirurgica; invece i chirurghi sono molto più concentrati sul salvaguardare i tessuti più importanti come tendini o muscoli. 

Non solo nella tecnica mini-invasiva la ferita cutanea e’ di ridotte dimensioni, ma sono salvaguardati muscoli legamenti ed altre strutture importanti per la completa funzione dell’articolazione.

Minor sanguinamento

Dalla ferita ridotta consegue minor perdita ematica, nessun bisogno di trasfusioni di sangue e una cicatrice meno evidente.

Vi sono poi strategie farmacologiche ed anestesiologiche di controllo del sanguinamento:

  • Mantenere la pressione basse durante la procedura;
  • Non utilizzare drenaggi chirurgici che aumentano il sanguinamento;
  • Fare una buona emostasi (chiudere chirurgicamente i piccoli vasi che si incontrano durante l intervento).

Mobilizzazione immediata

Se il paziente è costretto a rimanere a letto, ancor di più se anziano, perde velocemente massa muscolare, ed è una delle cause di malattia dopo l’intervento di protesi. 

Questo perché non soltanto si aumenta il rischio di pericolose trombosi (anche se oggi con l’eparina il rischio è quasi azzerato), ma soprattutto per la perdita di massa muscolare, che è fondamentale per l’autonomia nelle attività quotidiane.

Rimanere a letto genera nel paziente ansia e preoccupazione per il futuro e per il rientro al domicilio.

Con la tecnica mini invasiva, il paziente può tornare a camminare dopo poche ore il giorno stesso dell’intervento. 

Il paziente non perde mai l’autonomia. Cosi come cammina il giorno prima dell’intervento così camminerà il giorno dopo.

Ruolo attivo del paziente nel recupero

Il paziente stesso è parte attiva del suo recupero, grazie anche a MyMobility, un’applicazione che lo segue nella riabilitazione passo per passo.

La mini invasività dell’intervento diventa un concetto allargato, che prevede un lavoro nella chirurgia nel rispetto dei tessuti, ma acquista davvero un forte impatto se affiancato ad una gestione medica e fisioterapica specialistica.

Solo mettendo insieme piu’ figure professionali dedicate si puo’ garantire al paziente gli standard di cura moderni e un recupero rapido (fisioterapisti, anestesisti, medici di reparto e ortopedici).

I tempi di recupero dall’intervento protesico mini invasivo

I tempi di recupero sono notevolmente più brevi di qualche anno fa, anche se ogni paziente ha i suoi, che risentono di fattori individuali come l’età o le malattie associate.

Con i moderni protocolli riabilitativi il paziente è stimolato a non smettere mai di svolgere le normali attività della vita quotidiane.

Poter tornare velocemente a guidare, fare sport, l’amore, lavarsi, è importante per il suo equilibrio psicofisico, per affrontare con maggior serenità l’intervento.

Gli esercizi di fisioterapia sono una parte fondamentale del processo di cura: permettono infatti di ritornare ad uno stato di completa indipendenza in tempi davvero brevi.

In più riducono il dolore dopo l’intervento,consentendo ricoveri ospedalieri più brevi.

Oggi, grazie alle attuali tecniche chirurgiche, alle nuove protesi, e all’approccio definito Rapid Recovery, il paziente si alza ed inizia a muoversi, con l’aiuto di ausili, poche ore dopo il giorno stesso dell’intervento. 

Il giorno successivo cammina liberamente nel reparto e viene istruito a fare le scale. 

Dopo qualche giorno (3-5 giorni) il paziente operato può tornare a casa.

Un  elemento chiave è adottare uno stile di vita sano e un regime alimentare equilibrato che consenta di non aumentare di peso e compromettere così i risultati dell’intervento.

I pazienti che decidono di utilizzare l’applicazione MyMobility beneficiano di un percorso di ginnastica appositamente studiato e somministrato tramite il cellulare o il computer. 

È consigliato dare continuità ai trattamenti fisioterapici eseguiti, effettuando il percorso di ginnastica post operatoria con frequenza, intensità e durata personalizzata.

Riabilitazione

Gli obiettivi della riabilitazione sono:

  • Controllo del dolore;
  • Prevenzione delle complicanze da immobilizzazione;
  • Ottenere un’adeguata mobilità;
  • Rinforzare i muscoli;
  • Camminare autonomamente;
  • Raggiungere l’indipendenza nelle attività della vita quotidiana.

Tutto è collegato: la chirurgia mini invasiva, se associata a moderne terapie mediche ha come conseguenza un recupero rapidissimo. 

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