Protesi anca Firenze: privata o in convenzione con il S.S.N.

La protesi d’anca è un intervento che può essere eseguito a Firenze, privatamente o in convenzione con il S.S.N. per guarire dall’artrosi.

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Quando il dolore impedisce anche semplici movimenti, può essere dovuto alla coxartrosi, nota come artrosi dell’anca.

È una patologia cronica degenerativa, che può essere risolta definitivamente attraverso l’intervento di protesi, privatamente o in convenzione con il S.S.N.

Prima di aggravare la situazione fino a compromettere la qualità della vita, è fondamentale rivolgersi ad un ortopedico specializzato che possa intervenire per risolvere il problema.

La protesi d’anca permette di guarire da patologie croniche degenerative come l’artrosi, ma può essere la terapia risolutiva anche di patologie acute come la necrosi della testa femorale o alcune fratture del collo del femore.

Le patologie e i sintomi curate con la protesi d’anca

Nella maggior parte dei casi la protesi dell’anca è consigliata in caso di artrosi, che provoca una  progressiva degenerazione e perdita della cartilagine articolare, a cui consegue un attrito patologico nei movimenti e quindi la rigidità ed il dolore.

È caratterizzata da dolore, che può essere localizzato sul fianco, sul gluteo o all’inguine. 

L’intervento è consigliato soprattutto quando il dolore è resistente alla terapia antidolorifica o quando per svolgere una vita normale, è necessario assumere antidolorifici quotidianamente. 

Alcuni pazienti possono sperimentare dolore notturno, difficoltà ad alzarsi, oltre ad una compromissione delle attività quotidiane. 

Quando non si ottengono benefici dai trattamenti conservativi, l’unico modo per risolvere definitivamente il problema è con l’intervento chirurgico.

Chi ha bisogno dell’intervento?

L’intervento è consigliato ai pazienti affetti da coxartrosi con alcuni dei seguenti sintomi:

  • Dolore resistente alle terapie antidolorifiche;
  • Mobilità articolare limitata;
  • Compromissione delle attività quotidiane;
  • Difficoltà significativa ad alzarsi dalla posizione seduta;
  • Difficoltà a dormire la notte per il dolore;
  • Dolore a camminare;
  • Limitato o nessun beneficio dai trattamenti conservativi.

Tutti i pazienti possono guarire con la protesi dell’anca.

L’intervento permette di togliere dolore e rigidità, e di migliorare la qualità della vita e l’autonomia del paziente. 

In cosa consiste l’intervento di protesi d’anca?

Nella protesi totale dell’anca l’osso e la cartilagine danneggiati vengono rimossi e sostituiti da componenti protesici. 

L’intervento inizia con la somministrazione dell’anestesia, la puntura spinale: una singola iniezione nella parte bassa della colonna vertebrale con un ago sottilissimo, associata ad un sedativo, qualora il paziente volesse dormire. 

L’anestesia spinale, è la più utilizzata, la più sicura: non e’ dolorosa, riduce i rischi di trombosi venosa e il rischio di sanguinamento, migliorando il controllo del dolore nell’immediato post-operatorio. 

In seguito all’anestesia il paziente è posizionato sul fianco sul letto operatorio e l’arto è disinfettato.

Eseguita l’incisione chirurgica, si procede a rimuovere la cartilagine e l’osso danneggiato e alla preparazione all’impianto.

Le componenti protesiche sono ancorate all’osso secondo un preciso planning preoperatorio; infine, la nuova articolazione, viene provata con opportune manovre. 

L’intervento termina con la sutura dell’incisione e la sua medicazione.

Quanto dura la riabilitazione dopo l’intervento?

I tempi di recupero post-operatori possono variare da paziente a paziente e sono influenzati dall’età, dalla condizione fisica pre-operatoria e dalla presenza di malattie concomitanti.

Per ottenere tempi di recupero sempre più rapidi, è molto utile, infatti, eseguire esercizi di rinforzo muscolare e affiancamento fisioterapico anche prima dell’intervento chirurgico.

Negli ultimi anni, sono state perfezionate tecniche minimamente invasive, che prevedono l’utilizzo di protesi più piccole combinate con tecniche moderne di terapia del dolore e di risparmio del sangue, oltre a protocolli di riabilitazione rapida.

Ciò consente un recupero immediato ed una minore riabilitazione: i pazienti, infatti, riprendono a camminare il giorno stesso dell’intervento e possono tornare a casa in 3-5 giorni.

Il protocollo del Rapid Recovery (recupero rapido) permette di tornare subito a camminare e a fare le scale, di recuperare velocemente il movimento articolare e di velocizzare la riabilitazione che diventa più facile e meno dolorosa. 

Alla dimissione, sarà suggerito un programma fisioterapico ambulatoriale, che potrà essere svolto privatamente, o affidandosi all’applicazione MyMobility, nata dalla partnership tra Apple e Zimmer Biomet, o a carico del sistema sanitario nazionale presso la fisioterapia ambulatoriale dell’ospedale. 

Per i pazienti che necessitano di maggiori cure è possibile proseguire il ricovero in riabilitazione. 

A chi puoi rivolgerti per l’intervento?

L’intervento chirurgico può essere eseguito privatamente, o tramite assicurazione sanitaria, o mediante il sistema sanitario nazionale.

In Toscana, puoi rivolgerti ad Ortomedic: il Dr. Vanni Strigelli, visita in diverse strutture a Firenze e Pontassieve e svolge la sua attività chirurgica presso il Valdisieve Hospital, privatamente e in convenzione con il S.S.N. 


Quanto è lunga la lista d’attesa?

I tempi d’attesa possono variare, ma nella media sono compresi entro i 2 e 3 mesi per gli interventi in convezione, e fra i 10 e i 20 giorni per chi accede privatamente o attraverso assicurazione sanitaria.

Per avere maggiori informazioni sui benefici dell’intervento, leggi questo articolo.